Figli del mondo: dal “IO” al “NOI”

Da quando nasciamo i rapporti che intrecciamo con le persone intorno a noi e le relazioni che abbiamo con l’ambiente che ci circonda influenzano, in parte, lo sviluppo della nostra identità. La persona che diventiamo o nella quale ci identifichiamo è il frutto delle esperienze che viviamo, siano esse ad un livello coscio o meno. Fateci caso e vedrete che alcuni atteggiamenti o espressioni rimandano con molta probabilità alle persone che vi sono state più vicine in alcuni dei momenti chiave della vostra vita. Noi siamo in parte i nostri genitori e in parte ciò che nel tempo sviluppiamo per diventare noi stessi attraverso gli stimoli esterni.

Di seguito vedremo alcuni dei meccanismi che potremmo mettere in atto nel corso della nostra vita per sbloccare alcune situazioni di stallo o più semplicemente per stimolare una connessione con il mondo che ci circonda.

Introspezione

Essere consapevoli di alcune dinamiche personali e sociali che inconsapevolmente inseriamo nelle nostre vite richiede uno sforzo ed una capacità di analisi non facili da raggiungere. Vi è capitato mai di chiedervi “Ma sono io ad essere storto, o il mondo va al contrario?” Sebbene un certo grado di introspezione faccia sempre bene e debba essere incoraggiato, vivere nell’autoanalisi costante può essere potenzialmente distruttivo. In un caso, rischia di generare una costante insoddisfazione di sé stessi. Nel caso opposto, pensare che ciò che facciamo noi è corretto mentre tutto il mondo intorno è sbagliato potrebbe portare ad un eccessivo isolamento emotivo.

Individualismo

La tradizione occidentale ci invita a guardarci dentro per trovare ciò che vogliamo veramente. Se in teoria questa visione può essere in parte accolta, c’è tuttavia il rischio di isolarsi nell’idea di qualcosa che non siamo ancora diventati e non sappiamo se mai diventeremo. Non si sta parlando di non avere sogni e ambizioni, ma piuttosto di prestare attenzione a non seguire ciecamente una visione di sé stessi stereotipata perdendosi ciò che siamo in questo momento. E mentre i giorni passano con i nostri occhi fissi sull’obiettivo la quotidianità rischia di scivolarci fra le dita senza che ce ne rendiamo conto. La ricerca di noi stessi, quindi, se fatta in isolamento e mantenendo la nostra identità al centro di tutto può essere tanto fuorviante quanto limitante.

Da dentro a fuori

L’essere umano si sviluppa e cresce solo all’interno di un ambiente sociale e nella socialità ha innumerevoli possibilità di esplorazione e azione. Riconoscere che noi siamo il frutto delle nostre esperienze ci può liberare dalla claustrofobia data da quella sensazione di vivere una vita che non ci appartiene. Sapete quante esperienze si possono fare, piccole o grandi che siano? Infinite!!! Cambiare leggermente la nostra prospettiva ci permette di vederci come esseri attivi in una realtà che a volte può portarci a pensare di essere in balia degli eventi. Senza necessariamente volere cambiare il mondo o fare scelte drastiche, nelle piccole cose possiamo creare nuove opportunità. Affrontare ogni giorno come se fosse un’occasione per esplorare nuove possibilità attraverso l’interazione con ciò che ci circonda ci fornisce infinite occasioni di avventura e scoperta (di noi stessi ma anche della realtà in cui viviamo).

Chi lascia la strada vecchia per la nuova …

Nel cercare noi stessi in assenza di confronto esterno siamo portati a valorizzare la coerenza. In pratica, è molto probabile che costruiamo su concetti che già abbiamo fatto nostri e interiorizzato in tutti questi anni autoconfermando uno schema specifico e non considerando possibili alternative. Il dialogo e l’esposizione a realtà diverse da ciò a cui siamo abituati arriverà quasi sicuramente a mettere in discussione alcuni dei pilastri che riteniamo fondamentali per lo svolgimento di una vita stabile e felice. E se invece ciò che non riconosciamo come famigliare nascondesse nuove opportunità di comprensione? Se nel confronto e nel dialogo con l’altro trovassimo alcune chiavi di lettura per ciò che stiamo vivendo nella nostra vita?

Uno per tutti, tutti per uno

Se la domanda da porsi non fosse semplicemente “Come sto io?” ma “Come stiamo noi tutti?” Una visione più ampia della realtà può aprire nuove opportunità sia in termini di crescita e relazioni personali sia per quanto riguarda il benessere del mondo intorno a noi e del quale noi siamo parte integrante. Se è vero che l’essere umano è un essere sociale e che attraverso le relazioni interpersonali si costruiscono nuovi mondi, allora probabilmente anche il benessere personale può essere raggiunto in relazione con gli altri. Senza necessariamente rivolgersi a situazioni globali che non saremmo in grado di affrontare, ricordiamoci che ciò che ci circonda non è necessariamente immutabile e predeterminato ma che in alcune situazioni è probabile che il nostro comportamento e le nostre convinzioni lo influenzino abbastanza per renderlo tale.

E allora … concediamoci il lusso di non capire perché è proprio nella ricerca della comprensione, sebbene non necessariamente nella comprensione stessa, che troveremo ciò di cui abbiamo bisogno.


Gergen, K. J. (2015). An invitation to social construction (3rd ed.). Los Angeles: SAGE

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