In un periodo di incertezze e isolamento come quello che stiamo vivendo è importante ricordarsi che siamo parte di una comunità e che molto probabilmente questa stessa comunità faticherà a tornare alla normalità. Ci saranno traumi da identificare e ferite più o meno profonde da guarire.
Quando siamo in difficoltà è facile pensare che sia necessario l’intervento di una personalità da fuori che possa risolvere tutti i nostri problemi. Nell’attesa che qualcuno dai piani alti si preoccupi per noi, vediamo cosa possiamo fare noi per noi stessi e per la comunità in cui viviamo. Dove, ma soprattutto come possiamo ritrovare una nuova forza interna alla nostra comunità?
Il nostro percorso sarà caratterizzato da tre elementi principali:
- risorse disponibili (capacità dei residenti e associazioni)
- attenzione verso l’interno della comunità (cosa possono fare i residenti per contribuire)
- relazioni interpersonali (non possono mancare all’interno dello sviluppo di un gruppo)
Questo percorso non è da considerarsi una formula magica o un elenco di soluzioni da consultare e applicare. Ci sono probabilmente altre strategie in grado di contribuire allo sviluppo di un gruppo. Direi che si tratta piuttosto di un invito a considerare l’idea che diverse strade possano portare alla stessa meta e che diversi contributi non siano in competizione fra di loro quanto piuttosto in cooperazione. Gran parte del risultato finale, tuttavia, dipenderà dalla creatività di coloro che percorreranno questi sentieri.
Cominciamo.
1. Concentriamoci su ciò che abbiamo, non su quello che ci manca.
Ognuno di noi, nessuno escluso, ha capacità e abilità che spiccano più di altre. La possibilità di poterle applicare contribuisce in larga misura alla realizzazione della felicità. Allo stesso modo, l’opportunità di poterle usare al servizio degli altri non rende più felici solo noi ma anche le persone che ci circondano.
Concentrarsi sulle mancanze di una comunità e sulle mancanze dei suoi residenti rende l’intero gruppo più debole con il rischio di portare avanti una visione negativa del tutto. Non solo la comunità si indebolirà, ma i suoi componenti finiranno col pensare di non essere destinati a grandi cose e di valere meno degli abitanti del paese vicino. Si identificheranno quindi con la narrazione della mancanza interiorizzando sentimenti di impotenza.
Infine, concentrarsi sui bisogni rende le persone passive, in attesa che qualcuno colmi quelle mancanze. Coinvolgere la comunità rende la cittadinanza attiva e in grado di decidere delle proprie azioni.
“To be powerful, a community must have people who are citizens and producers.” (p. 14)
“Una comunità per essere forte deve avere persone che siano cittadini e produttori.”
2. Esploriamo le abilità di ogni singolo componente del gruppo
Vediamo ora in pratica come fare per riorganizzare una società sulla base dei suoi punti di forza.
- stilate una lista di tutte le possibili abilità che una persona può avere sviluppato nell’arco della sua vita e delle sue esperienze. Considerate diversi ambiti, dall’educazione al trasporto, dal lavoro d’ufficio alle mansioni domestiche, dalla fabbrica al cucito, dalle vendite alla salute pubblica.
- alla fine di questa lista dedicate una sezione alle abilità prioritarie, quelle che l’individuo padroneggia con più sicurezza.
- chiedete alla persona quale tipo di lavoro o in quale attività si vedrebbe meglio in un futuro prossimo. Questo passo è necessario per incrociare la visione del singolo con l’organizzazione della comunità.
- chiedete alla persona se è interessata o è coinvolta in attività di cui lei è la sola responsabile (lavoro in proprio). Può variare dal ricamo per amici e conoscenti a composizioni floreali da regalare, da consulenze apparentemente di poco conto a piccole attività produttive.
- ovviamente una sezione dovrà essere dedicata alla raccolta delle informazioni personali (a discrezione del cittadino quali recapiti lasciare) per chiamate successive
- infine, sebbene la raccolta di informazioni venga svolta sotto forma di questionario, ad ogni modulo compilato segue un colloquio individuale o di gruppo con la persona di riferimento
3. Diventiamo membri attivi della comunità: uniamoci
Questo inventario delle capacità (capacity inventory) ha lo scopo di coinvolgere i cittadini nella aree di competenza più in linea con le loro abilità e passioni. In questo modo, non solo saranno utili nella gestione e sviluppo della loro comunità, ma si sentiranno partecipi di qualcosa in cui possono fare la differenza.
“Community development is the process by which local capacities are identified and mobilized.” (p. 18)
“Lo sviluppo (o evoluzione) di una comunità e quel processo attraverso il quale le capacità locali vengono identificate e mobilitate.”
Inoltre, esplorare le capacità individuali di ogni membro del gruppo favorisce l’affermarsi dell’individuo per quello che sa fare e per ciò che ha da offrire. Etichette e pregiudizi troppo spesso definiscono una persona per quello che gli altri pensano che sia. Gli stereotipi fanno il resto, fissando nell’immaginario comune un modello che verrà poi tramandato alle generazioni successive. Tutto questo favorisce barriere ed esclusione e alle persone vittime di pregiudizio potrebbe non essere mai data l’opportunità di mostrarsi per ciò che sono veramente.
Quindi, invece di fare due fatiche (innalzare muri e abbattere muri) mi chiedo: perché non puntare direttamente sull’interazione e il dialogo per conoscere e coinvolgere?
“The most powerful communities are those that can identify the gifts of those people at the margins and pull them into community life” (p. 28).
“Le comunità più forti sono quelle che riescono ad indentificare i doni e le abilità di quelle persone che vivono ai margini riuscendo poi a inserirle nella vita della comunità stessa.”
La responsabilizzazione e l’autoaffermazione dell’individuo viene a crearsi nell’associazione della persona con altri membri della comunità. Lavorando insieme ad obiettivi di carattere comunitario un gruppo di cittadini può avere la capacità di amplificare le abilità di ogni singolo componente migliorandole o rinforzandole.
Kretzmann, J. P., & McKnight, J. L. (1993). Building communities from the inside out: A path toward findings and mobilizing a community’s assets. Chicago, IL: ACTA Publications




