Documentario – 2015 – 1h 19m

La felicità si può comprare? Questo documentario disponibile su Netflix ci farà conoscere il minimalismo e l’arte di essere felici con lo stretto indispensabile. Ci farà riflettere sul nostro desiderio, a volte spasmodico, di comprare sebbene non ve ne sia una reale necessità. E ci mostrerà come alcune persone, eliminando il superfluo, si siano sentite profondamente sollevate dalla responsabilità di mostrare il proprio valore attraverso quello che possedevano. In un certo senso ci mette in guardia su come noi consumatori possiamo essere facilmente influenzabili dagli stimoli pubblicitari che entrano nelle nostre vite. Questo documentario non vuole in alcun modo suggerire che per essere felici si debba possedere solo il minimo indispensabile alla sopravvivenza. Al contrario, ci invita a pensare con la nostra testa e ad ascoltarci per capire ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene e sentirci davvero felici perché probabilmente la felicità non sta negli occhi di chi ci guarda ma in quelli che noi usiamo per guardarci dentro.
Ciò che compriamo è utile alla nostra felicità o ci serve per compensare altre mancanze, per riempire dei vuoti? Perché vogliamo sempre di più? Perché sembriamo non essere mai soddisfatti, sembra che non sia mai abbastanza? Prendiamo per esempio la macchina, strumento necessario nella vita di ogni persona. Ora pensiamo a quando abbiamo cambiato la prima macchia, poi la seconda, ed eventualmente una terza. Perché l’abbiamo fatto? Le spese per la manutenzione erano diventate eccessive? Ci siamo innamorati di un altro modello? Oppure la nostra auto era diventata troppo vecchia per rispecchiare ciò che eravamo diventati? Tutte queste domande possono sembrare banali o senza un vero scopo, ma se scaviamo bene in profondità potremmo rimanere sorpresi dalle risposte che potremmo trovare. Ripartiamo da quelle risposte per costruire la nostra felicità, quella vera che viene dal cuore e non (solamente) dalle cose che possediamo.
Vogliono farti sentire fuori moda dopo una settimana costringendoti così a comprare qualcosa sette giorni dopo.
Minimalism
E’ facile imbattersi in cartelloni pubblicitari, foto sui giornali o influencer sui social che mostrano come si dovrebbe vivere per essere felici, soddisfatti e senza problemi. Questi messaggi ci vendono l’idea di un’esistenza perfetta raggiungibile principalmente attraverso il prodotto che viene pubblicizzato. Chi riceve questo tipo di stimoli faticherà a resistere alla tentazione di non paragonare la propria vita con quella che gli viene venduta (in questo caso letteralmente). E la situazione si complica se pensiamo che in molti casi quello che vediamo è pura finzione, inesistente nella vita reale perché creato ad hoc per venderci un’idea prima ancora del prodotto stesso. Quindi ci ritroveremo ad occupare le nostre vite a rincorrere qualcosa che non esiste e a sentirci, di conseguenza, sempre più inadatti.
Questo modello, però, è solo uno dei modelli possibili. E quando lo capiamo, allora ci sentiamo in grado di creare il modello che più ci si confà.
Minimalism
A volte ci sentiamo come se non avessimo altra scelta, come se dovessimo necessariamente stare al passo con i tempi per non rimanere fuori dalla società. E se invece ci fosse davvero un’altra scelta?
Minimalism – il documentario
Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus sono due ragazzi americani di successo che si sono lasciati alle spalle stipendi da favola e una vita agiata in favore della semplicità per riscoprire il vero valore delle cose. La loro testimonianza fa da sfondo ad un percorso che porta lo spettatore a riflettere sul rapporto che c’è fra consumismo, necessità e felicità.
I minimalisti generalmente non possiedono mai niente che non serva ad uno scopo preciso, che non sia utile. Non possiedono niente che non aggiunga davvero valore alla loro vita. Il minimalismo può essere in parte riassunto come l’arte del lasciar andare. Abbandonare quello che non serve per lasciare spazio a ciò che ci rende davvero felici e che forse ci può rendere persone migliori. E’ bene sottolineare che il minimalismo non promuove un’assenza di cose, bensì uno stile di vita in cui si elimina il superfluo. L’attenzione si sposta dal “non so nemmeno io perché ho comprato questa cosa” alla consapevolezza di avere tutto ciò di cui si ha bisogno, non una cosa in più non una cosa in meno. “Avere troppo poco non basta e avere troppo non serve. Riuscire a trovare l’equilibrio, possedere il sufficiente, è questo il nostro scopo.”
(Joshua Fields Millburn) “Direi che noi, in linea teorica, siamo al centro. Per me non c’è niente di male nel consumo. Il problema è il consumo obbligatorio. Comprare qualcosa perché è quello che ci si aspetta da te. E’ quello che le pubblicità vogliono. Oppure è il modello magico per la felicità e quando segui tutte le indicazioni ti rendi conto che non sei così felice come dovresti essere.”
Organizziamo le nostre vite sullo spazio di cui disponiamo piuttosto che plasmare lo spazio in base alle nostre necessità.
Minimalism
(Alcuni esempi di tiny house, case piccolissime dove la parola chiave è essenzialità)
Sembra che i beni materiali, e con essi la possibilità stessa di averne quanti più possibile, rappresentino la fetta più grande nella nostra torta della felicità. Lo shopping compulsivo o disinteressato è stato favorito in questi decenni dall’abbassamento dei prezzi di molti prodotti e dalla maggiore disponibilità garantita dagli acquisti online. Risultato: è molto probabile che nell’armadio ci siano ancora dei vestiti con l’etichetta del prezzo attaccata e che in qualche cassetto sia finito un telefono diventato vecchio o una cornice digitale (quelle che passano le foto caricate su chiavetta su uno schermino per intenderci).
“Quando si parla di non consumare, la gente crede che tu voglia portare via qualcosa dalle loro vite. Ma la verità è un’altra. Credo che questo movimento sia alla ricerca di una vita che faccia bene a noi e alle persone che ci circondano.”
(Joshua Fields Millburn) Non so a che punto siete del vostro viaggio, a che punto siete nella vostra vita, o se mai intraprenderete questo viaggio, … se posso darvi una morale da portare a casa, un messaggio che riassuma tutto quello che abbiamo detto:
Amate le persone e usate le cose, perché il contrario non funziona mai.
Voi cosa ne pensate? Visualizzate alcune delle ultime cose che avete comprato e pensate al modo in cui vi hanno cambiato la vita. Allo stesso modo, provate a pensare ad alcune delle cose che avete in mente di comprare in questo 2021 e sentite cosa vi suscita vivere quel momento nella vostra testa.
Vedi anche:
Minimalismo: Il meno è ora – Da poco disponibile su Netflix in inglese con sottotitoli in italiano. Il titolo originale è The Minimalists: Less is Now (2021) e ha una durata di 53 minuti. Questo documentario continua e in parte integra i temi trattati in Minimalism: A documentary about the important things. Ritroveremo Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus che ci faranno sbirciare nelle loro vite svelandoci anche alcuni aspetti meno rosei del loro passato. Si parlerà inoltre di consumismo, marketing, deficit advertising, shopping online, social media e ovviamente … minimalismo.
Il modo migliore per capire se hai troppe cose non è aspettare di restare senza spazio dove metterle, ma chiederti se hai ancora un motivo per tenerle.
The Minimalists: Less is Now
Curiosità (in lingua inglese):
- Life Edited – ti mostra come vivere in grande in un piccolo appartamento o in una piccola casa. Applicando concetti astuti e tecnologia, potete avere una vita avvincente e appagante che vi permette di vivere all’interno delle vostre possibilità sia dal punto di vista economico che ambientale.
- Fast Fashion – si riferisce alla produzione e vendita ‘veloce’ di capi di abbigliamento di qualità mediocre a prezzi molto bassi. Lo scopo della fast fashion è creare mode sempre nuove nel più breve tempo possibile per fare in modo che il consumatore non smetta mai di acquistare.
- Project 333 – lancia una sfida: indossare solo 33 capi d’abbigliamento (inclusi accessori, gioielli e scarpe) per 3 mesi con lo scopo di capire cosa ci piace/serve veramente



