Il frame (cornice o struttura) è quello strumento che ci permette di interpretare quello che percepiamo attraverso l’utilizzo di modelli concettuali preesistenti.
Le esperienze che ogni giorno viviamo influenzano il modo in cui percepiamo e interpretiamo ciò che ci circonda. A diverse persone corrispondono diverse esperienze di vita che contribuiscono alla creazione di modelli interpretativi profondamente soggettivi. Se alcuni punti di partenza, come la cultura o l’organizzazione sociale, possono favorire delle somiglianze nel modo in cui ognuno di noi legge ciò che succede o viene raccontato, il nostro vissuto può dare sfumature al nostro punto di vista tanto da renderlo unico.
Questo meme è un esempio di come diversi modelli concettuali, o cornici, possono influenzare l’analisi delle situazioni che ci troviamo a vivere ogni giorno. Avete visto come questo eroico serpente salva un pesce dall’annegamento?
Le cornici tendono a riflettere ciò che viene condiviso e promosso dalla cerchia più influente presente all’interno di un gruppo, ovvero da quei membri che esercitano maggiore potere. La cornice dominante tenderà così a diventare la lente attraverso cui leggere il mondo e le strutture sociali che lo compongono.
«Il potere si intromette nella conversazione per aggiustarne il significato.»
Stuart Hall
p. 31

after looting a grocery store in New Orleans on Tuesday, Aug. 30, 2005.”

“Two residents wade through chest-deep water
after finding bread and soda from a local grocery store
after Hurricane Katrina came through the area in New Orleans, Lousiana.”
Queste foto sono state scattate nella città di New Orleans nell’agosto del 2005 dopo il passaggio dell’uragano Katrina. Rappresentano due tipologie di persone diverse per etnia ed estrazione sociale che stanno tuttavia vivendo la stessa identica esperienza. Il titolo associato alla foto di sinistra recita “Un ragazzo cammina con l’acqua al petto dopo aver saccheggiato un negozio d’alimentari di New Orleans nella giornata di martedì 30 agosto 2005” mentre in quello della foto di destra si legge “Due abitanti camminano con l’acqua al petto dopo aver trovato pane e bibite in un negozio d’alimentari nei giorni successivi all’uragano Katrina e al suo abbattersi nell’area di New Orleans, Luisiana.”
La cornice che domina e filtra l’interpretazione delle due situazioni è caratterizzata dalle profonde problematiche nella storia degli Stati Uniti legate al razzismo. Il pregiudizio che porta a pensare che una persona afroamericana possa rubare del cibo mentre una coppia caucasica quello stesso cibo lo trovi all’interno di un mini market fa riflettere sull’influenza che la cornice esercita su ciò che noi chiamiamo realtà dei fatti.
«La cornice è critica per la comprensione del potere narrativo perché stabilisce il punto di vista e le dinamiche di potere all’interno della storia.»
p. 32
Immaginiamo la cornice come il fossato attorno al castello. Con il ponte levatoio abbassato, chi vive nel castello può uscire oltrepassando la cornice e conoscere altri mondi (o significati). Al contrario, con il ponte sollevato la realtà del castello è l’unico principio conosciuto perché ciò che vive al di fuori di esso venga ignorato. Lo stesso principio potrebbe essere utilizzato in altre situazioni. Per esempio, la mentalità di una persona che si interessa solo alla sua realtà di paese può risentire dei confini geografici e culturali che quel territorio rappresenta. Al contrario, una persona che prova a conoscere altre realtà viaggiando, leggendo, o interessandosi ad argomenti a lui/lei poco conosciuti avrà più opportunità per ampliare i confini delle sue cornici.

Quindi, potremmo dire che il frame, rappresenta i principi e le conoscenze che abbiamo maturato nel corso della nostra vita e che ci permettono di analizzare e interpretare il mondo che ci circonda. Rinnegare la presenza di una cornice significherebbe rinnegare il proprio passato. Sarebbe come mettere un mucchietto di polvere sotto al tappeto e nascondere tutte le esperienze e convinzioni che ci hanno portato ad essere le persone che siamo ora. Invece, riconoscere la presenza di una cornice che filtra la nostra interpretazione del mondo ci potrebbe permettere di circoscriverla, esplorarne le “mura di cinta” e trovare il ponte levatoio da abbassare. Avere il coraggio di attraversare quel ponte potrebbe essere l’inizio di una scoperta di nuove realtà e significati.
Alla fine dei conti, come cita il libro riportando le parole di Albert Einstein,
«non possiamo risolvere i problemi usando la stessa mente che li ha creati.»
p. 17
Reinsborough, P., & Canning, D. (2010). Re:Imagining change – How to use story-based strategy to win campaigns, build movements, and change the word. PM Press.
